23.04.2009 - PRIMO SESSIONE DI SCRITTURE DI PACE AL CASTELLO DI ACAYA

acaya3.jpgPrima sessione di Scritture di Pace al Castello di Acaya

 

Il 23 aprile 2009  presso il Castello di Acaya si è tenuta la prima sessione del Laboratorio di scrittura “Scritture di Pace” sul tema “Liberarsi dell’egoismo è PACE. La pace è una pianta che è dentro il nostro cuore e non bisogna farle mancare la luce perché se no muore. La PACE è tutto ciò che serve al
mondo.”
Nel laboratorio si è riflettuto sulle persone umane del pianeta e si è presa in considerazione la necessità di una coesistenza pacifica. Si è meditato sulle cause dei conflitti in atto sul pianeta e si è addivenuti alla necessità e urgenza di incoraggiare gli sforzi volti a far fronte alla complessità dei
problemi attraverso la promozione di riflessioni simili a quella di Scritture di Pace in tutto il Mondo.
Durante il laboratorio si è anche riflettuto sulla circostanza che l’umanità è arrivata all’inizio di questo millennio in cui la conoscenza delle armi di distruzione di massa da la possibilità di distruggere cose e persone attraverso un comando a distanza, basta un clik del mouse di un computer sperduto per
decretare la fine di interi popoli.
Scritture di Pace ha anche riflettuto sulla circostanza che ci vede vivere in un mondo in cui alcuni ritengono il terrorismo come una risposta legittima alle aggressioni economiche e culturali a cui sono sottoposti alcuni Paesi.
La violenza non è uno strumento che possa promuovere la convivenza.
Scritture di pace ritiene che ogni donna e ogni uomo di qualunque federeligiosa  e a qualunque nazione appartenga debba trovare un modo per abbracciare le rispettive differenze per cercare una possibile convivenza in modo da poter avere una coesistenza pacifica.
L’alternativa è un futuro improponibile per i nostri figli.
Scritture di Pace si è concluso con la lettura di tutti i componimenti dei presenti la cui sintesi è che con i problemi così complessi e intrecciati la soluzione dipende da ognuno di noi, dall’impegno di ognuno di noi.

 

di Antonio Bruno